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venerdì 1 maggio 2015

Buon Primo Maggio da Kobane

Primo Maggio 2015 Lavoratrici e lavoratori, compagne e compagni! Organizzazioni, associazioni, sindacati!
Un affettuoso saluto dalle lavoratrici e dai lavoratori del Cantone di Kobane, il cantone della rivoluzione, della resistenza e dei martiri, in occasione del 1 maggio, la giornata che ricorda la lotta e la resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori contro la tirannia e l’oppressione, lo sfruttamento del capitalismo! 
La rivoluzione del Rojava è stata uno storico punto di partenza per la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori e dei popoli oppressi nel Medio Oriente e in tutto il mondo, per riappropriarsi della propria autorità politica; e è stata la rivoluzione delle donne, dei giovani, delle lavoratrici e dei lavoratori che ha costruito un nuovo sistema basato sul trasferimento del potere al popolo che ne è il vero proprietario. 
La nostra resistenza contro i terroristi di ISIS e i loro sostenitori a livello internazionale non è solo per proteggere la vita e dignità umana, ma è anche la resistenza per difendere le conquiste della rivoluzione e del sistema di autogoverno che è basato sulla democrazia radicale e sull’eliminazione delle organizzazioni gerarchiche. Ora, grazie alle eroiche battaglie dei nostri compagni e delle nostre compagne nelle “Unità di Difesa del Popolo” (YPG) e “Unità di Difesa delle Donne” (YPJ), i terroristi sono stati scacciati dalla città, ma gli attacchi contro i sobborghi e il blocco delle strade del cantone stanno ancora continuando. 
La nostra resistenza è entrata in una fase nuova più difficile, la fase del ripristino della vita sociale a Kobane, sotto attacco e assedio economico e logistico, in una situazione in cui oltre l’80% delle strutture e delle infrastrutture vitali della città sono state distrutte. La storia della lotta di classe mostra che l’unione delle lavoratrici e dei lavoratori non ha confini geografici, così come intendiamo la nostra resistenza contro il terrorismo selvaggio e i suoi sponsor internazionali come la resistenza che rappresenta tutti popoli del mondo. Crediamo che la rivoluzione come rottura dei fondamenti del dominio e fondazione di un nuovo mondo, richieda pratica e una lotta dura. 
Allo stesso modo la solidarietà internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori è la necessità storica e un terreno di azione concreto per difendere le conquiste di classe e per lottare fianco a fianco contro il dominio e l’oppressione del capitalismo. 
Noi, lavoratrici e lavoratori e associazioni del Cantone di Kobane, nel ricordare le lotte di liberazione e ugualitarie delle lavoratrici e dei lavoratori e dei popoli oppressi in tutto il mondo e apprezzando il vostro sostegno e la vostra solidarietà con la nostra resistenza contro gli attacchi terroristici, invitiamo le nostre compagne lavoratrici e i nostri compagni lavoratori, associazioni, sindacati e tutti i libertari a partecipare alla solidarietà concreta con la rivoluzione e la resistenza di Kobane e vi invitiamo a unirvi a noi in questa situazione storica per proteggere le conquiste della rivoluzione! 
Viva le lotte di liberazione dei popoli di tutto il mondo! 
Viva l’unione delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il mondo! 
Amministrazione del Cantone di Kobane

sabato 28 aprile 2012

La Turchia, un paese pericoloso per i lavoratori

La Turchia è uno dei paesi più pericolosi al mondo per i lavoratori e nonostante l’impennata economica vantata dal governo dell'AKP e osannata dall'Occidente, i lavoratori continuano ad essere vittime di infortuni: 238 morti dall’inizio del 2012 e quasi 10.300 in nove anni.
2,2 milioni di lavoratori in tutto il mondo muoiono ogni anno, a seguito di un infortunio sul lavoro o a causa di una “malattia professionale”. 5000 persone al giorno, secondo l'Ufficio Internazionale del Lavoro. La Turchia si trova in cima alla lista tra i paesi europei ed è stata classificata 3 ° al mondo, secondo l'ufficio dell’ International Labour Organization (ILO).
Il 26 aprile a Istanbul, due operai sono rimasti uccisi e altri cinque feriti , in un'esplosione di una bombola di gas. Il sindaco di Istanbul ha dichiarato che la società in questione era stata chiusa per ben tre volte, ma aveva ripreso le attività, noncurante dei divieti.
Il 9 marzo, undici lavoratori sono morti in un incendio che ha distrutto la tenda che utilizzavano per trascorrere la notte, presso la sede di un importante centro commerciale di Esenyurt, a Istanbul.
Secondo i dati del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, almeno 238 lavoratori sono deceduti dall'inizio del 2012: 62 in gennaio, 42 in febbraio, 59 a marzo e 75 segnalati tra il 1° e il 26 aprile.
Il 27 aprile, il deputato del BDP Ertugrul Kurkcu, ha chiesto la creazione di una commissione parlamentare d'inchiesta per determinare le cause della recrudescenza di tali incidenti.
"Bassi salari, tempi di lavoro estenuanti che si spingono fino a 14 ore, la mancanza di sicurezza sociale, l’assenza di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, si abbattono su più di 10 milioni di persone", ha detto l’Onorevole....I settori più colpiti sono l'edilizia, l’energia, l’industria metallurgica e il settore dei servizi……Il dipartimento non sta facendo il suo dovere, evitando di proteggere la vita dei lavoratori, al contrario, sta cercando di indebolire e sciogliere i sindacati. "La vita di un uomo non può ridursi a numeri o statistiche, nulla è più importante della vita umana."
Attualmente, le prigioni turche ospitano quaranta sindacalisti.

fonte: ActuKurde