Visualizzazione post con etichetta Libertà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libertà. Mostra tutti i post

mercoledì 16 marzo 2016

Fidentini verso il Kurdistan

C'è qualcosa di irresistibile che  ci attira in Kurdistan , qualcosa che assomiglia a una enorme calamita, ma con un nome diverso: libertà, giustizia, pace, dignità sono i suoi nomi, quindi non si può non andare. Nonostante il coprifuoco, il genocidio in atto  o proprio per questo.. noi andiamo. Andiamo a dire ai nostri compagni e compagne kurdi/e che non sono soli,nonostante il mondo intero volti loro le spalle,  ci facciamo umili portavoce di tutti quelli che,vicino a noi, condividono queste riflessioni. Partiamo domani , abbiamo un programma denso di incontri e di eventi a cui assisteremo,  saremo i vostri occhi e i vostri cuori per una settimana.
Hasta la victoria
Nelly e Marco"
 

lunedì 14 marzo 2011

Quasi pronti !

Siamo quasi pronti, gli zaini fatti, nascoste le sciarpe gialle-rosse-verdi nell'angolino più nascosto in mezzo ai golf e maglioni. Andiamo in Kurdistan, chi per la prima volta, e sarà una splendida novità, chi per l'ennesima volta e sarà sempre una settimana appassionante. Quest'anno la nostra meta è Van, dove avremo due giornate di incontri con la società civile, ci sposteremo ad Hakkari per il nostro primo Newroz, il giorno seguente a Yuksekova per un altro Newroz, poi raggiungeremo Diyarbakir, sostando ad Uludere e Sirnak, per trascorrere un altro giorno di incontri; quello che più ci colpirà sarà senz'altro con i familiari delle centinaia di minori detenuti ed incarcerati nelle prigioni ordinarie, a volte solo per aver tirato un sasso o per essere stati trovati con le mani sporche di polvere!!!!!
Sì ... questo è il Kurdistan, con le centinaia di sindaci ed attivisti per i diritti umani incarcerati, con i minori a cui è toccata la stessa sorte, con le fosse comuni piene di cadaveri trovate di recente Andremo nelle zone a più alta densità kurda, al confine con Iraq e Iran, dove è più violenta la repressione. Andremo tra gente fiera, coraggiosa, che non china la testa, nonostante tutto. Andremo, come dice un nostro carissimo amico kurdo, dove è più vibrante il cuore delle rivolta. Andremo, per usare le parole di Erri De Luca, a vedere" la cosa più bella della rivolta Kurda: le montagne, lassù è nato un popolo di liberi, la cui scuola è tra le rocce e l'università nelle prigioni".
BIJI KURDISTAN
Nelly, Marco,  Nando, Raimondo, Giulio, Cecilia, Angelo, Alberto, GianLuigi, Salvatore, Peppino e Giulia

domenica 13 marzo 2011

Programma per il Newroz 2011

Il primo fuoco del Newroz sara' celebrato in 130 centri con lo slogan "Ji bo jiyanek bi rûmet an azadî an azadî" ( la liberta' o la liberta' per una vita onorevole).
Le ambasciate in Turchia di 56 paesi,membri del parlamento europeo e molti politici sono stati invitati alle celebrazioni dove la scelta sara'di indossare abiti tradizionali.
Quest'anno il Newroz e' stato annunciato dall'UNESCO come "patrimonio culturale incontaminato e capolavoro orale dell'umanità'"ed e' stato organizzato dal Congresso della Societa' Democratica(DTK) e dal Partito della Pace e della Democrazia(BDP).

Quest'anno la celebrazione del Newroz e' programmata in linea con o spirito delle sue origini :le aree adibite alla festa verranno decorate con i colori giallo rosso e verde ,usati insistentemente dai kurdi nonostante tutte le proibizioni e punizioni..

Tutti i membri del Parlamento europeo (PE), tutti i partiti politici,l'Internazionale socialista, i membri del gruppo del socialismo europeo, le Ambasciate di Turchia di 56 paesi, il presidente iracheno Jalal Talabani e il presidente della regione federale del Kurdistan , Massoud Barzani sono stati invitati alle celebrazioni di quest'anno.

17 marzo: Edir (Igdir), Şirnex (Sirnak)

18 marzo: Silvan, Bismil, Eruh, Baskale, Kocaköy, Tigri, Bêşebab (Beytüssebap)

19 marzo: Cukurca, Mazgirt, Patnos, visitando, Diyadin, Kurtalan, Bekirhan, Ceylanpinar,Taşlıçay, Bend, Hazro, Çüngüş, Gercus, Hasankeyf, Sicomoro, Halfeti, pidocchi, BozovaEcco, Kahta, Maniglia, Tarso, Ergani, Varto , Mus, Inegöl, Ovacik, Tekman, Idil, HilvanHınıs, Savur, Karayazı, Omerli, Mazidagi, Salihli, Karliova, Turgutlu, Semdinli, Karakoçan,Siverek, cresciuto, Kulu-C.Eli (Konya), Digor, Kocaeli Gebze, Suruç, Birecik, Uludere,Güçlükonak, merde, grave (dolore), Bandirma, Besiri, Pazardzhik.

20 marzo: Amed (Diyarbakir), Ankara, Cizra, Bazîd (Dogubeyazit), Colemêrg (Hakkari),Nisêbîn (Nusaybin), Elbistan, Saruhanli, Erzincan, Erzin, Iskenderun, Bedlîs, ælîh(Batman), Londra, Manzikert, Hozat, Viransehir, Midyat, Dargecit, Fuzzy, Kagizman,Sarikamis, Antalya, Mersin, Izmir, Canakkale, Bursa, Çewlîg (Bingham), Dersim, Istanbul,Yalova, Konya, Eskisehir, in Turchia, Osmaniye, Elazig, Kovancılar, Londra, Manisa,Malatya, in Turchia, Kirsehir , Denizli, Erzurum, Aydin, Burhaniye, Mardin, Milas.

21 marzo: Wan, Ceyhan, Gever (Yuksekova), Kiziltepe, Tutak, Ardahan, Corlu, Dortyol,Kars, Tatvan, Soke, Didim, Kusadasi, Nazilli, Silopi, duro (Siirt), Riha (Urfa), Semsûr(Adiyaman) , Dilo (Antep), Derik, Eregli.

Che cos'è il Newroz

Lo scrittore persiano Firdusi nel poema "Il libro dei re narra di un tiranno, Dahok ,che aveva sulle spalle due mostruose escrescenze, due serpenti, che dovevano essere alimentati ogni giorno con il cervello di due giovani. Il primo a ribellarsi a quell'orrendo tributo fu un semplice fabbro, Kawa. Kawa riuscì a farsi ricevere dal sovrano dinnanzi all'assemblea dei grandi e gridò: «Sono Kawa, sire. Chiedo giustizia e me la devi accordare... E' da tempo che eserciti su di me la tirannia, più volte mi affondasti il pugnale nel petto. Se non avevi la volontà di opprimermi, perché hai levato la mano sui miei figli? Ne possedevo diciassette, ora non me ne resta che uno. Rendimi quest'unico figlio Il tiranno, turbato da segni premonitori di sciagura, ordinò che al fabbro fosse restituito l'ultimo figlio, poi chiese a Kawa di sottoscrivere una dichiarazione, stesa dai suoi dignitari, che proclamava la dignità e la giustizia del sovrano. Kawa lesse quella falsa dichiarazione, la strappò, la calpestò e usci dalla reggia con il figlio. Percorse le strade della città chiamando a raccolta la folla contro l'ingiustizia.... Dal tempio del fuoco si levò un grido: "Non tollereremo che Dahok resti sul trono, l'empio dalle spalle coronate di serpenti". Soldati e cittadini si presentarono uniti al combattimento e la loro massa sembrava una montagna. Dalla città splendente si innalzò una polvere che oscurò il sole». Così Dahok venne sconfitto per sempre.
La storia nazionale e il calendario, per i kurdi, hanno origine dalla rivoluzione popolare guidata dal fabbro Kawa e iniziano il 21 marzo dei 612 a.C. E', questo, l'anno della caduta di Ninive, la capitale del potere assiro, simbolicamente rappresentato nel tiranno serpentiforme Dahok, il cui regno durò mille anni. Kawa apparteneva al “ popolo delle montagne “come viene definita la catena dei monti del Kurdistan in una iscrizione assira.Esse offrivano rifugio contro la barbarie dei conquistatori e rendevano difficile e a volte impossibile la penetrazione delle armate assire; già allora quei montanari avevano sviluppato le tecniche di guerriglia descritte da Senofonte nella sua Anabasi, tecniche di resistenza fondate sulla perfetta conoscenza di un territorio aspro e impervio che si sono perpetuate nei secoli; la lotta di un popolo contro le invasioni si può considerare una delle particolarità della cultura dei kurdi per i quali il capodanno iranico, Newroz, è la festa nazionale della liberazione, celebrata ovunque nel mondo in ricordo dell'impresa di Kawa: il fabbro aveva trasmesso la notizia a tutto il paese con grandi falò accesi di vetta in vetta.
L'accendere i falò prima dell'alba dell'equinozio di primavera è una tradizione del mondo agricolo indo europeo che si perde nella notte dei tempi; questa usanza ben si conciliò, più tardi, con la religione che, attraverso il profeta Zardasht (Zarathustra) pacificamente si diffuse tra i popoli iranici: i primi a credere in un unico Dio, Ahura Mazda, il buono, onorato con il fuoco perenne. In una folgorante sintesi culturale, nel mito di Kawa e nel significato del capodanno kurdo si fondono i falò della primavera, la sacra fiamma del mazdeismo e il fuoco della libertà.

(Laura Schrader, "Il diritto di esistere.Storie di Kurdi e Turchi insieme per la libertà"Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1999 )

sabato 12 marzo 2011

Poesia Kurda

Separazioni

Se dai miei versi
strappi le rose,
delle quattro stagioni
della mia poesia una ne morirà.
Se escludi l'amore,
due delle mie stagioni moriranno.
Se porti via il grano,
tre delle mie poesie moriranno.
Se mi togli la libertà,
tutte e quattro le mie stagioni
moriranno,
e io con loro.


Sherko Bekas (poeta contemporaneo curdo)