domenica 20 marzo 2011

Incontro col Sindaco

Il Sindaco ci raggiunge dopo qualche ora in Hotel, gli chiediamo maggiori
notizie su quanto è accaduto:
15 giovani sono in stato di fermo tutelati dagli avvocati del BDP.
Dopo esserci messi d'accordo per il newroz di domani a Yuksekova, veniamo a
conoscenza di come siano limitati i poteri del Sindaco, sia perchè si trova
all' interno di uno stato fortemente centralizzato che gli permette solo
funzioni amministrative, sia per questioni economiche.
La municipalità di Hakkari riceve dal ministero dell' Interno solo il 60% dei
fondi a lei destinati, il rimanente 40% lo stato lo tarttiene per le tasse...
Non è un caso che percostruire 9 Km di rete fognaria ci si sia appellati ai
cittadini e si siano dovuti abbassare gli stipendi dei dipendenti pubblici.

Intifada e lacrimogeni

Lasciamo la spianata della festa e continuiamo con la marcia verso la tenda.
Mentre ci avviciniamo troviamo la polizia schierata davanti ai blindati, c'è un
notevole assembramento di Kurdi che gridano slogan.
Dopo esserci consultati scegliamo, alcuni di noi, di garantire con la nostra
presenza di delegazione italiana, lo svolgimento pacifico della marcia.
Non è così.
Mentre ci avviciniamo iniziamo a vedere gli idranti,contenenti una sostanza
colorata indelebile per qualche giorno,
mentre giovani Kurdi avvolti nelle Kefie lanciano sassi.
Improvvisamente sentiamo l' odore acre dei lacrimogeni che si avvicina sempre
più.
Scappiamo coi Kurdi,ma non ci sono vie di fuga:
da una parte gl' idranti e i lacrimogeni, dall' altra i blindati, ci rifugiamo
nell' unico spazio che fortunosamente troviamo: un bagno con un rubinetto che
ci permette di toglierci da lviso i gas che ci riempie occhi e gola.
Rimaniamo per una decina di minuti a sciacquarci, infine i Kurdi ci dicon ch'è
tutto finito.
Ci ringraziano per la ns presenza mentre ritorniamo in Hotel presidiato dalla
polizia.

Newroz ad Hakkari : Libertà o Libertà

Lasciamo Van per raggiungere Hakkari , un viaggio di 200 km. tra montagne
innevate: un paesaggio fiabesco. Hakkari é vuota, tutte le persone sono nella
spianata del Newroz: canti, bandiere del BDP, colori per 364 giorni proibiti.
Dal palco il sindaco ribadisce i tre messaggi che il BDP lancia al governo :
diritto di potersi esprimere con la propria lingua madre, abbattimento della
soglia del dieci per cento che impedisce a molti partiti, anche al BDP, di
entrare in parlamento pur avendo ottenuto nelle precedenti elezioni l'ottanta
per cento dei consensi nelle 17 provincie kurde, liberazione dei detenuti per
motivi politici arrestati dal 2009 ad oggi. Proprio per ribadire con forza
l'importanza di queste tre richieste e la volontà di trovare una soluzione
pacifica alla questione kurda è stato deciso di concludere il Newroz con una
marcia verso la tenda del BDP denominata appositamente "Soluzione
Democratica".
Saliamo sul palco per esprimere la nostra solidarietà con la giusta lotta di
questo popolo degno e fiero.
Scesi dal palco incontriamo una famiglia, il padre piange per la perdita dei 2
figli, di cui porta la foto, nella guerriglia:
li abbracciamo.

sabato 19 marzo 2011

Fotografie da Van




Seconda giornata a Van

Iniziamo la nostra seconda giornata a Van incontrando Omer Isek , presidente della locale associazione per i diritti umani IHD. Gli chiediamo di farci una panoramica delle maggiori violazioni attuali. E' sconfortante sentire che nulla e' cambiato da due anni a questa parte, anzi! Anche se sulla carta il governo turco ha migliorato la legislazione ed in vista delle prossime imminenti elezioni ha fatto tante promesse, sono state la violenza e l'impunita' ad aumentare. Dopo la vittoria del partito filo-kurdo del 2009, solo a Van 50 difensori dei diritti umani sono stati arrestati arbitrariamente. Altro problema e' il servizio di leva obbligatorio per tutti i maschi di 20 anni. che dura 15 mesi. Moltissimi giovani kurdi non vogliono prestarlo perche' sarebbero costretti a combattere i loro stessi fratelli. L'obiezione di coscienza e' proibita. per cui subiscono processi e detenzioni: l'IHD li sostiene dal punto di vista legale.
Nei dintorni di Van, a Bitlis ma anche ad Hakkari sono state rinvenute fosse comuni contenenti i resti dei desaparecidos degli anni 80-90, quando piu' cruenta era la guerra. Sono stati i contadini e i pastori, i guardiani dei villaggi (ora scaricati) ed esponenti delle forze speciali (ora in parte smantellate) a far sapere i luoghi delle sepolture di massa. Il governo turco si e' affrettato ad usare bulldozer per smantellarle ed impedire il riconoscimento delle salme, mente l'IHD ha avviato una banca dati del DNA fornito dai famigliari degli scomparsi per dare un nome a questi corpi e riconsegnarli ai famigliari.
La municipalita' ci mette a disposizione un autobus di linea per andare poi a Bostamici e visitare la cooperativa delle donne - due volte discriminate perche' donne e perche'  kurde - in questo luogo hanno cosi la possıbılıta' non solo di imparare un lavoro, la sarta o la parrucchiera, ma anche di fare un percorso condiviso di consapevolezza dei propri diritti.
Concludiamo la mattinata con un incontro estemporaneo con attivisti del BDP di Bostamici che ci regalano i manifesti del Newroz. che anche noi non vediamo l'ora di festeggiare. Abbiamo notizie che sia a Sirnak che a Semdinli e' stato una festa di Pace.
Dopo un'affascinante visita ad un villaggio di montagna per vedere i resti di un'antica chiesa armena, bella ma in stato di abbandono vista la scelta del governo di non spendere fondi per restaurarla e valorizzarla come per altri monumenti presenti in zona kurda.
Torniamo a Van per incontrare il sindaco di Van ed il presidente del BDP provinciale. Sperano fermamente in una soluzione dell'annosa questione kurda consistente nell'autonomia democratica: vogliono una Turchia non piu' centralizzata, dipendente dal potere centrale di Ankara ... sperano in una democrazia partecipativa per cui il parlamento sia composto da deputati che rispecchino la multiculturalita' della nazione, dove per ogni minoranza sia rispettata la cultura, la lingua e le tradizioni. Certo sara' un percorso lungo, ma la storia, quella vera, e' fatta dı passi successivi.
La giornata si conclude con la visita dello spettacolare castello di Van, cı accompagna un2attivista del BDP, detenuto per 9 mesi ed ora formalmente libero.  Ha ancora i postumi di questo periodo buio, ma con grande forza e convinzione che la lotta per la liberta' e giustizia non ammette ne' Si ne' Ma cerca dı ritornare a una vita normale, pur continuando la sua attivita' politica.
Qui in Kurdistan ogni persona, ogni incontro ci fa capire che senza giustizia, senza liberta'. senza storia, senza radici culturali non si puo' vivere con dignita': queste persone sono i "giusti" che porteremo sempre nel cuore.  

venerdì 18 marzo 2011

Una storia

Leyla e' detenuta nel carcere di Mus da quindici anni, ne deve scontare altri
venti ... da alcuni mesi nella sua stessa cella e' arrivata la sorella,
universitaria condannata a quattro anni. Leyla ha anche un fratello,
guerrigliero del PKK e un altro che a breve dovrebbe fare il servizio militare,
che in Kurdistan vuol dire combattere contro i propri fratelli. La loro madre
ci racconta questa straziante storia con la bandiera kurda sulle spalle,
abbracciandoci e tenendoci per mano. Vuole che questa vicenda diventi di
pubblico dominio.
Ci spostiamo nella tenda delle Madri della Pace, che da mesi presidiano una
Piazza di Van e continueranno fino al 12 giugno, giorno delle elezioni
politiche turche. Questa tenda serve a sottolineare il desiderio del popolo
kurdo per una soluzione negoziata del conflitto, come sostiene anche il suo
leader Ocalan.
Questi presidi delle Madri della Pace sono presenti in molte citta' kurde.
A Mardyn la tenda e' stata recentemente distrutta; in molte citta' i kurdi
stessi fanno da scudo alle minaccie nazionaliste turche e anche questa sera a
Van abbiamo visto gruppi di ragazzotti intenti a urlare e minacciare le donne
del presidio.
Non riusciamo ad accedere ai blog piu' utilizzati, come blogspot su cui si
appoggia anche il nostro blog!
Ringraziamo quindi chi dall'Italia pubblica i nostri resoconti.
A domani

İl nostro Blog oscurato

Finalmente siamo arrivati in Kurdistan, a Van. il lago bellissimo e le
montagne innevate.
Il nostro primo incontro e' stato con i famıgliari dei prigionieri politici
kurdi detenuti nelle carceri turche.
L'associazione Tuyad-Der c'ha mostrato come la situazione sia peggiorata
durante l'ultimo anno: 3850 i condannati del PKK, 2500 dei partiti della
Sinistra, 350 donne e solo nella zona di Van 150 minori.
Sono aumentati i casi di violenza psicologica sui detenuti, specialmente nei
confronti dei giovani dai 17 ai 23 anni; questi infatti sono accompagnati da
psicologi che hanno il compito di convincerli ad abbandonare le proprie
convinzioni politiche in cambio del rilascio. Sono tante inoltre le carenze in
ambito sanitario: anche nei casi di patologie importanti i detenuti vengono
trattati sommınıstrando solo aspirina e antidepressivi. Fino a pocchı anni fa,
i famigliari potevano portare cibo ai detenuti, dal 2000 e' stato proibito. Si
registra di fatto un notevole aumento di patologie legate a cattiva
alimentazione, inclusi i tumori.

lunedì 14 marzo 2011

Quasi pronti !

Siamo quasi pronti, gli zaini fatti, nascoste le sciarpe gialle-rosse-verdi nell'angolino più nascosto in mezzo ai golf e maglioni. Andiamo in Kurdistan, chi per la prima volta, e sarà una splendida novità, chi per l'ennesima volta e sarà sempre una settimana appassionante. Quest'anno la nostra meta è Van, dove avremo due giornate di incontri con la società civile, ci sposteremo ad Hakkari per il nostro primo Newroz, il giorno seguente a Yuksekova per un altro Newroz, poi raggiungeremo Diyarbakir, sostando ad Uludere e Sirnak, per trascorrere un altro giorno di incontri; quello che più ci colpirà sarà senz'altro con i familiari delle centinaia di minori detenuti ed incarcerati nelle prigioni ordinarie, a volte solo per aver tirato un sasso o per essere stati trovati con le mani sporche di polvere!!!!!
Sì ... questo è il Kurdistan, con le centinaia di sindaci ed attivisti per i diritti umani incarcerati, con i minori a cui è toccata la stessa sorte, con le fosse comuni piene di cadaveri trovate di recente Andremo nelle zone a più alta densità kurda, al confine con Iraq e Iran, dove è più violenta la repressione. Andremo tra gente fiera, coraggiosa, che non china la testa, nonostante tutto. Andremo, come dice un nostro carissimo amico kurdo, dove è più vibrante il cuore delle rivolta. Andremo, per usare le parole di Erri De Luca, a vedere" la cosa più bella della rivolta Kurda: le montagne, lassù è nato un popolo di liberi, la cui scuola è tra le rocce e l'università nelle prigioni".
BIJI KURDISTAN
Nelly, Marco,  Nando, Raimondo, Giulio, Cecilia, Angelo, Alberto, GianLuigi, Salvatore, Peppino e Giulia

domenica 13 marzo 2011

Programma per il Newroz 2011

Il primo fuoco del Newroz sara' celebrato in 130 centri con lo slogan "Ji bo jiyanek bi rûmet an azadî an azadî" ( la liberta' o la liberta' per una vita onorevole).
Le ambasciate in Turchia di 56 paesi,membri del parlamento europeo e molti politici sono stati invitati alle celebrazioni dove la scelta sara'di indossare abiti tradizionali.
Quest'anno il Newroz e' stato annunciato dall'UNESCO come "patrimonio culturale incontaminato e capolavoro orale dell'umanità'"ed e' stato organizzato dal Congresso della Societa' Democratica(DTK) e dal Partito della Pace e della Democrazia(BDP).

Quest'anno la celebrazione del Newroz e' programmata in linea con o spirito delle sue origini :le aree adibite alla festa verranno decorate con i colori giallo rosso e verde ,usati insistentemente dai kurdi nonostante tutte le proibizioni e punizioni..

Tutti i membri del Parlamento europeo (PE), tutti i partiti politici,l'Internazionale socialista, i membri del gruppo del socialismo europeo, le Ambasciate di Turchia di 56 paesi, il presidente iracheno Jalal Talabani e il presidente della regione federale del Kurdistan , Massoud Barzani sono stati invitati alle celebrazioni di quest'anno.

17 marzo: Edir (Igdir), Şirnex (Sirnak)

18 marzo: Silvan, Bismil, Eruh, Baskale, Kocaköy, Tigri, Bêşebab (Beytüssebap)

19 marzo: Cukurca, Mazgirt, Patnos, visitando, Diyadin, Kurtalan, Bekirhan, Ceylanpinar,Taşlıçay, Bend, Hazro, Çüngüş, Gercus, Hasankeyf, Sicomoro, Halfeti, pidocchi, BozovaEcco, Kahta, Maniglia, Tarso, Ergani, Varto , Mus, Inegöl, Ovacik, Tekman, Idil, HilvanHınıs, Savur, Karayazı, Omerli, Mazidagi, Salihli, Karliova, Turgutlu, Semdinli, Karakoçan,Siverek, cresciuto, Kulu-C.Eli (Konya), Digor, Kocaeli Gebze, Suruç, Birecik, Uludere,Güçlükonak, merde, grave (dolore), Bandirma, Besiri, Pazardzhik.

20 marzo: Amed (Diyarbakir), Ankara, Cizra, Bazîd (Dogubeyazit), Colemêrg (Hakkari),Nisêbîn (Nusaybin), Elbistan, Saruhanli, Erzincan, Erzin, Iskenderun, Bedlîs, ælîh(Batman), Londra, Manzikert, Hozat, Viransehir, Midyat, Dargecit, Fuzzy, Kagizman,Sarikamis, Antalya, Mersin, Izmir, Canakkale, Bursa, Çewlîg (Bingham), Dersim, Istanbul,Yalova, Konya, Eskisehir, in Turchia, Osmaniye, Elazig, Kovancılar, Londra, Manisa,Malatya, in Turchia, Kirsehir , Denizli, Erzurum, Aydin, Burhaniye, Mardin, Milas.

21 marzo: Wan, Ceyhan, Gever (Yuksekova), Kiziltepe, Tutak, Ardahan, Corlu, Dortyol,Kars, Tatvan, Soke, Didim, Kusadasi, Nazilli, Silopi, duro (Siirt), Riha (Urfa), Semsûr(Adiyaman) , Dilo (Antep), Derik, Eregli.

Che cos'è il Newroz

Lo scrittore persiano Firdusi nel poema "Il libro dei re narra di un tiranno, Dahok ,che aveva sulle spalle due mostruose escrescenze, due serpenti, che dovevano essere alimentati ogni giorno con il cervello di due giovani. Il primo a ribellarsi a quell'orrendo tributo fu un semplice fabbro, Kawa. Kawa riuscì a farsi ricevere dal sovrano dinnanzi all'assemblea dei grandi e gridò: «Sono Kawa, sire. Chiedo giustizia e me la devi accordare... E' da tempo che eserciti su di me la tirannia, più volte mi affondasti il pugnale nel petto. Se non avevi la volontà di opprimermi, perché hai levato la mano sui miei figli? Ne possedevo diciassette, ora non me ne resta che uno. Rendimi quest'unico figlio Il tiranno, turbato da segni premonitori di sciagura, ordinò che al fabbro fosse restituito l'ultimo figlio, poi chiese a Kawa di sottoscrivere una dichiarazione, stesa dai suoi dignitari, che proclamava la dignità e la giustizia del sovrano. Kawa lesse quella falsa dichiarazione, la strappò, la calpestò e usci dalla reggia con il figlio. Percorse le strade della città chiamando a raccolta la folla contro l'ingiustizia.... Dal tempio del fuoco si levò un grido: "Non tollereremo che Dahok resti sul trono, l'empio dalle spalle coronate di serpenti". Soldati e cittadini si presentarono uniti al combattimento e la loro massa sembrava una montagna. Dalla città splendente si innalzò una polvere che oscurò il sole». Così Dahok venne sconfitto per sempre.
La storia nazionale e il calendario, per i kurdi, hanno origine dalla rivoluzione popolare guidata dal fabbro Kawa e iniziano il 21 marzo dei 612 a.C. E', questo, l'anno della caduta di Ninive, la capitale del potere assiro, simbolicamente rappresentato nel tiranno serpentiforme Dahok, il cui regno durò mille anni. Kawa apparteneva al “ popolo delle montagne “come viene definita la catena dei monti del Kurdistan in una iscrizione assira.Esse offrivano rifugio contro la barbarie dei conquistatori e rendevano difficile e a volte impossibile la penetrazione delle armate assire; già allora quei montanari avevano sviluppato le tecniche di guerriglia descritte da Senofonte nella sua Anabasi, tecniche di resistenza fondate sulla perfetta conoscenza di un territorio aspro e impervio che si sono perpetuate nei secoli; la lotta di un popolo contro le invasioni si può considerare una delle particolarità della cultura dei kurdi per i quali il capodanno iranico, Newroz, è la festa nazionale della liberazione, celebrata ovunque nel mondo in ricordo dell'impresa di Kawa: il fabbro aveva trasmesso la notizia a tutto il paese con grandi falò accesi di vetta in vetta.
L'accendere i falò prima dell'alba dell'equinozio di primavera è una tradizione del mondo agricolo indo europeo che si perde nella notte dei tempi; questa usanza ben si conciliò, più tardi, con la religione che, attraverso il profeta Zardasht (Zarathustra) pacificamente si diffuse tra i popoli iranici: i primi a credere in un unico Dio, Ahura Mazda, il buono, onorato con il fuoco perenne. In una folgorante sintesi culturale, nel mito di Kawa e nel significato del capodanno kurdo si fondono i falò della primavera, la sacra fiamma del mazdeismo e il fuoco della libertà.

(Laura Schrader, "Il diritto di esistere.Storie di Kurdi e Turchi insieme per la libertà"Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1999 )

sabato 12 marzo 2011

In attesa della partenza

Giovedì 17 marzo , per l'ottavo anno consecutivo partirà da Parma Fidenza e Fiorenzuola una delegazione di osservatori con meta il Kurdistan turco, la zona orientale della Turchia popolata da una maggioranza kurda, cui sono negati molti diritti fondamentali. Durante il viaggio che avrà come evento caratteristico la partecipazione al Newroz 2011, il capodanno kurdo festeggiato a cavallo del 21 marzo, documenteremo la nostra esperienza con racconti e immagini in diretta. Nel frattempo c'è l'occasione di leggere articoli e vedere immagini delle precedenti esperienze sulla pagina kurda del sito di Marco Cavallini, dove sono ospitati anche interessanti links per approfondire la questione kurda.

Poesia Kurda

Separazioni

Se dai miei versi
strappi le rose,
delle quattro stagioni
della mia poesia una ne morirà.
Se escludi l'amore,
due delle mie stagioni moriranno.
Se porti via il grano,
tre delle mie poesie moriranno.
Se mi togli la libertà,
tutte e quattro le mie stagioni
moriranno,
e io con loro.


Sherko Bekas (poeta contemporaneo curdo)