martedì 14 giugno 2011

Vittoria storica del Blocco “lavoro, democrazia e libertà”

Il Blocco “lavoro, democrazia e liberta” sostenuto dal principale partito kurdo BDP, raggiunge un traguardo di storica importanza ottenendo 36 seggi in Parlamento contro i 22 del 2007. Tra i candidati indipendenti vincitori figurano Leyla Zana, premio Sakharov e Hatip Dicle, attualmente in prigione, ma anche Ertugrul Kurkcu, leader del movimento studentesco del 1968.

Il partito di giustizia e sviluppo (AKP) del primo ministro Erdogan, al potere dal 2002, ha riportato il 49,93% dei voti contro il 46% del 2007, assicurandosi una terza legislatura consecutiva, ma ha perso dei seggi, 326 contro i 341 del 2007.

Il partito Repubblicano del popolo (CHP) è arrivato secondo con il 25,93 dei voti (135 seggi) contro il 20,88%, seguito dai nazionalisti del MHP (partito dell'azione nazionalista) con il 13,02 (54 seggi) contro il 14,27%. L’AKP ha riporta una grande sconfitta in molte città curde come Diyarbakir, Mardin, Sirnak, Agri, Van, Bitlis, Kars et à Siirt, mentre il BDP ha aumentato i suoi voti in tutte le città dove ha presentato candidati indipendenti, salvo a Dersim (Tunceli).

Secondo i risultati il Blocco ha vinto in 17 città:

Diyarbakir (6 sur 6), Hakkari (3 su 3), Sirnak (3 sur 3), Mardin (3 su3), Van (4 su 4), İstanbul (3 su 3), Batman (2 su 2), Mus (2 su 2), Urfa (2 su 2), Mersin (1), Siirt (1), Bitlis (1), Agri (1), Igdir (1), Bingol (1), Adana (1), Kars (1).

Il BDP si è ha dovuto presentare con dei candidati indipendenti per raggiungere la soglia elettorale del 10% sul piano nazionale, al fine di ottenere una rappresentanza Parlamentare.

Come per elezioni precedenti, il BDP formerà un gruppo al Parlamento, diventando una forza decisiva per la questione kurda. Frodi massicce e violazioni del diritto di voto sono state riscontrate in tutto il paese, specie nella regione curda. Molte delegazioni europee hanno seguito lo svolgimento dello scrutinio, e la presenza di forze dell'ordine nei seggi elettorali è stata denunciata dalle delegazioni curde e europee. Gli elettori sono stati obbligati a votare apertamente in presenza dei soldati in molti villaggi di Diyarbakir, Bitlis, Konya, Ardahan, Van, Urfa, Bingol e Dersim.

Il primo ministro turco nel corso della campagna elettorale, aveva tacciato il BDP di "terrorismo" e aveva difeso la pena di morte dichiarando "se fosse stato per noi, avremmo mandato Ocalan alla forca", commentando la pena di carcerazione a vita del leader kurdo Ocalan.L’AKP ha portato avanti una campagna il cui costo è inestimabile e non trasparente, con affissioni ovunque e spot su tutti gli schermi televisivi, un esercito mediatico quotidiano.

Nei i territori kurdi, la polizia ha seminato il terrore cercando di compromettere comizi e lo svolgimento della campagna elettorale dei candidati indipendenti sostenuti dal BDP. Sono state poste sotto fermo oltre 3.500 persone, di cui 1.000 arrestate. Ci sono state inoltre difficoltà economiche, il BDP è stato l’unico partito che ha NON beneficiato di fondi pubblici per la sua campagna elettorale nonostante formasse un gruppo in seno al parlamento turco. Prima che i candidati curdi entrassero in Parlamento era possibile ottenere i rimborsi anche con soli tre deputati eletti; oggi è possibile solo superando il 7% dei consensi a livello nazionale. Quindi i kurdi essendo stati eletti come indipendenti non facevano percentuale per il partito. In più ci sono processi contro moltissimi politici e attivisti kurdi e la gente viene costantemente intimidita e minacciata. Ma nonostante questa situazione c'è stata una forte reazione popolare che ha e garantito un ottimo risultato.

Inoltre, va ricordato che l’alto consiglio elettorale (YSK) aveva annullato il 18 aprile la candidatura di 7 candidati indipendenti presentati dal BDP, tra cui Leyla Zana, ma questa decisione aveva provocato la numerose reazioni di protesta kurda, ed era stata poi annullata per sei di loro.

Dopo questo traguardo, l’obbiettivo del BDP sarà quello di costruire, attraverso questa pluralità di voci e anime, una Turchia più democratica, meno centralizzata e che possa rispettare maggiormente le diversità al suo interno. Questo vittoria rappresenta un importante passo verso il riconoscimenti dei diritti del popolo kurdo in vista anche della riforma della carta Costituzionale, varata dopo il colpo di Stato del 1980.


UIKI Onlus

(Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia)

venerdì 10 giugno 2011

Elezioni in Turchia: ultime notizie

Turchia/ Curdi a centro tensioni: Bloccata un'altra candidatura
Hatip Dicle condannato per terrorismo non è più eleggibile
postato da TMNews

Istanbul, 9 giu. (TMNews) - A soli quattro giorni dalle elezioni politiche in Turchia, la minoranza curda torna al centro delle polemiche e della tensione politica. Hatio Dicle, candidato a Diyarbakir come indipendente e attualmente detenuto in carcere, potrebbe dover dire addio al futuro di parlamentare e rimanere in prigione. I quotidiani Hurriyet e Milliyet riferiscono che la Corte di Appello ha confermato la condanna a 20 mesi di prigione per partecipazione ad attività terroristica. Dicle, che sarebbe uscito dal carcere in caso di assoluzione per concludere la sua campagna elettorale (sino ad ora condotta indirettamente dal penitenziario), ed eventualmente entrare in parlamento, adesso rimarrà dietro le sbarre.

I fatti risalgono all'ottobre 2007, quando in un'intervista a un'agenzia stampa locale Dicle aveva fatto dichiarazioni ritenute dalla magistratura attività di propaganda a favore del Pkk, il Partito dei lavoratori del
Kurdistan che da anni lotta per la creazione di uno stato indipendente curdo in territorio turco. Nel febbraio 2009 è stato condannato a 20 mesi di prigione. Ieri la Suprema corte di appello ha bocciato il ricorso e inviato una circolare all'Alta Commissione elettorale per bloccare la candidatura di Dicle a 4 giorni dal voto.

A fine aprile l'Alta Commissione Elettorale, con un mai chiarito cambio di regolamento, aveva bloccato la candidatura di 12 deputati indipendenti per 48 ore, fra cui proprio quella di Dicle. Successivamente Dicle e altri sei indipendenti erano stati riammessi nelle liste, dopo che nel sud-est del Paese, a maggioranza curda, era stato teatro di violente proteste da parte della popolazione.

sabato 4 giugno 2011

L'autonomia democratica è già realtà a Sirnak e Mardin

Migliaia di persone sono scese per le strade di Şırnak e Mardin e nei propri distretti mercoledì nel quadro di una nuova campagna lanciata per accelerare l'instaurazione dell'autonomia democratica. Il messaggio è stato chiaro: “Il popolo kurdo si autodeterminerà senza aspettare il permesso. Il popolo kurdo deciderà per se stesso”.  Il consiglio comunale di Batman ha deciso di promuovere la campagna per l'autonomia democratica lanciata in principio dai consigli comunali di Amed (Diyarbakir) e Mardin.

Il consiglio comunale ha annunciato la sua decisione nel corso di un incontro presso la Tenda per la Soluzione Democratica di Şırnak. Asiye Atılgan, del movimento di donne libere e democratiche (DÖKH), ha letto una dichiarazione “600 delegati della regione di Botan, inclusa Hakkari, Şırnak e Siirt, - si legge nella dichiarazione – hanno deciso di accelerare la campagna per instaurare l'autonomia democratica. Siamo convinti che questa sia la strada per raggiungere una pace giusta e duratura. Chiediamo al nostro popolo di darci il proprio sostegno” ha concluso la Atılgan.
Sei ulteriori incontri sono stati organizzati per annunciare la decisione e leggere la dichiarazione di intenti nei centri e nei distretti si Şırnak e Mardin come Cizre, İdil, Nusaybin, Uludere e Silopi. Molti membri di ONG, alcuni sindacati, istituzioni kurde e pariti, in particolare il partito della pace e della democrazia (BDP) hanno appoggiato gli incontri che sono stati seguiti da migliaia di residenti.
Il principio dell'autonomia democratica presuppone che ai governi locali sia concessa un'autonomia dal sistema centrale in materia di istruzione, sicurezza e relazioni esterne. Alcune significative sperimentazioni sono in corso da mesi in molte zone. Nei quartieri, paesi e villaggi dove vivono, i kurdi hanno dato vita alle loro assemblee per organizzarsi. Attraverso un gruppo di 50 villaggi, 21 consigli comunali, quattro consigli di distretto, le richieste di autonomia sociale, politica, economica e culturale sono state rese attuali.
Le “comunità di villaggio” sono state costituite per la prima volta a Diyarbakır. Una comunità di 50 villaggi nel distretto di Bağlar è stata fondata mentre continuano i lavori in altri villaggi di altri distretti. Nei villaggi che fanno parte di queste comunità si sono costituiti consigli composti da 11 o 13 membri, in relazione all'ampiezza della popolazione del villaggio. Ogni villaggio ha dei portavoce, di cui una è una donna. Questo modello è identico a quello delle co-presidenze all'interno del BDP.
A Diyarbakır, nove consigli sono stati istituiti nel distretto di Bağlar, cinque a Kayapınar, quattro a Sur oltre a tre consigli di quartiere, che rappresentano la più piccola unità amministrativa. I consigli di quartiere, composti in media da 20-30 membri, hanno l'obiettivo di avvicinare i residenti, farli discutere insieme su temi comuni che li riguardano e trovare soluzioni. Ciascun consiglio ha due portavoce, di cui uno è una donna. Esiste anche un consiglio disciplinare all'interno dei consigli di quartiere.
I problemi, le dispute e le discussioni che si verificano nei quartieri sono affrontati e risolti direttamente dalla “Commissione per la giustizia del quartiere” piuttosto che nelle unità ufficiali. Ad esempio, contro la droga, la prostituzione, i furti o atti di usurpazione un consiglio di quartiere interviene come parte del modello di autonomia democratica. Se la persuasione non è sufficiente, i responsabili di tali reati sono portati al giudizio del pubblico e allontanati dalla regione.
Il consiglio cittadino è l'organo più grande nella regione. Non è stato ancora istituito. Lo scopo è di avere 450 membri nel futuro consiglio. Il consiglio esecutivo si riunisce settimanalmente, mentre il consiglio generale una volta al mese. Il consiglio cittadino li include tutti e organizza una convention una volta l'anno.
Il BDP attualmente controlla una delle più grandi municipalità di Diyarbakır, oltre a sette giunte provinciali e giunte in 51 città e 40 distretti più piccoli.