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domenica 6 dicembre 2015

Sotto assedio

Sotto assedio: il Kurdistan turco tra bombe, censure e resistenza curda.
I coprifuoco imposti dal governo turco nelle città curde come Silvan, Nusaybin, Cizre; le bombe e i missili sulle città; le storie degli abitanti impossibilitati a uscire dai quartieri anche per 12 giorni consecutivi, con scuole e ospedali chiusi; le sparatorie quotidiane a Diyarbakir tra esercito turco e resistenza curda in cui rimangono uccisi decine di civili. 
Cosa sta accadendo nel Kurdistan turco? 
Stefania Battistini insieme a Ivan Grozny 'Compasso' ha cercato di raccontare come vive la popolazione civile in queste città sotto assedio. Di dare spazio a quello che viene censurato in Turchia: a Silvan, al giornalista di Ozugur Gun Tv la polizia ha puntato la pistola alla testa mentre cercava di fare il suo lavoro; a Istanbul rischiano l’ergastolo, accusati di spionaggio, il direttore del quotidiano di opposizione “Cumhuriyet”, Can Dündar e il suo caporedattore Gül per aver pubblicato un’inchiesta su un passaggio di armi dalla Turchia alla Siria con la scorta dei servizi segreti turchi. 
Un modo per dare spazio al loro appello all’Europa: “sulla libertà di stampa e sulla violazione dei diritti umani in Turchia, non chiudete gli occhi”. Il reportage di Tv7 :  

giovedì 13 settembre 2012

Processi ai giornalisti in Turchia: la Fnsi fa appello all'informazione e al governo italiano

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
“Il sindacato unitario dei giornalisti italiani, insieme alla Federazione Europea, rilancia l’allarme per la durissima pressione alla quale è sottoposta la libertà d’informazione in Turchia. La Fnsi fa appello alle testate italiane perché incrementino la loro attenzione e facciano sentire forte la voce dell’opinione pubblica internazionale in favore della libera informazione. Al governo del nostro Paese il sindacato chiede una volta di più di sollecitare le istituzioni europee ad una iniziativa unitaria e incisiva.
Gli eventi giudiziari di questi giorni compongono infatti un quadro drammatico. E’ giunto al terzo giorno a Istanbul il processo a carico di 44 giornalisti, in gran parte di origine curda, in carcere da dicembre con l’accusa di terrorismo. Sono per lo più giornalisti di “Ozgur Gundem”, il quotidiano curdo che a marzo si era visto bloccare la pubblicazione per un mese e che negli Anni Novanta era stato costretto a chiudere dopo l’uccisione di molti dei suoi redattori. Gli avvocati dei giornalisti in carcere hanno denunciato in queste ore pesanti limitazioni all’esercizio dei diritti della difesa nel processo.
Intanto a Diyarbakir, la città più importante del Kurdistan turco, si svolgerà domani la nuova udienza del processo contro Bedri Adanir, che aveva lanciato la pubblicazione di un giornale redatto dagli stessi giornalisti in carcere. Bedri Adanir è il collega curdo “adottato” dalla Fnsi, così come altri sindacati europei hanno fatto con altri giornalisti turchi in carcere. All’udienza sarà presente anche Arne Koenig, il Presidente della Efj, la Federazione Europea dei Giornalisti impegnata da mesi in una campagna di solidarietà. “ Il governo turco sappia - ha detto - che seguiamo da vicino questi casi e ne riferiamo alle organizzazioni internazionali. L’importante ruolo turco nella crisi siriana non può mettere in ombra quello che la Turchia sta facendo contro le voci critiche in patria”. E la Federazione Europea sarà anche ad Istanbul venerdì, quando si terrà la nuova udienza del processo a carico dei giornalisti di Oda Tv.
In questo quadro drammatico, l’informazione e le istituzioni italiane hanno da esercitare ruoli differenti ma egualmente importanti. Passa anche dalla difesa dei diritti civili più elementari l’affermazione di una idea diversa dell’Europa: un’Europa che non sia tenuta insieme soltanto dalle regole dell’economia”.

FNSI

lunedì 16 aprile 2012

Più di 22.600 libri proibiti in Turchia

Le autorità turche hanno vietato più di 22.600 libri in 60 anni, secondo una recente dichiarazione fatta dal ministro degli Interni. A seguito di tali provvedimenti migliaia di persone si trovano attualmente in carcere per aver espresso le loro opinioni.
La lista dei testi proibiti include: "The Fall of Paris" di Ilya Ehrenburg, un libro di Clara Zetkin sulle donne, "Il Manifesto del Partito Comunista", "l'alfabeto socialista", ma ovviamente anche libri di scrittori turchi e curdi, come Nazim Hikmet, Aziz Nesin, e Ismail Musa Anter Besikci.
Il "Mem-u Zin”, scritto nel 17 ° secolo da Exmedê XANI, scrittore e poeta curdo, è incluso tra i titoli dei libri censurati.

Oltre 6.500 siti bloccati nel 2011
Secondo l'ultimo rapporto dell'IHD, dal titolo "l'istituzionalizzazione dello stato di polizia", 11,994 persone hanno subito un processo nel 2010 per "propaganda di organizzazioni terroristiche” a seguito dell’applicazione della TMK. L’IHD sostiene che nel 2011 sono stati bloccati 6,504 siti Internet , nello stesso anno la situazione della libertà di espressione e di stampa è notevolmente peggiorata.

Molte pubblicazioni vietate
Secondo Bianet, sette quotidiani sono stati confiscati 11 volte e nove magazine 16 volte, mentre nove manifesti, due banner e tre libri sono stati vietati o confiscati e un libro è stato oggetto di indagine.

Avvertimenti ai media
Inoltre, le Autorità hanno ammonito 33 canali televisivi 41 volte e 3 volte una radio. Il RTÜK ha prodotto 383 avvisi contro 480 canali TV e 20 stazioni radio e ha provocato la sospensione di 27 programmi.
La polizia ha fatto irruzione in ben sedici sedi dei media in Turchia , nel corso dell'anno 2011, sempre secondo l’IHD.

Giornalisti incarcerati
La Turchia rimane anche la più grande prigione del mondo per i giornalisti. Secondo il supporto della piattaforma dei giornalisti incarcerati (TGDP), 91 giornalisti, per lo più curdi, tra cui 18 caporedattori e responsabili sono attualmente dietro le sbarre.
(fonte Nuce tv e actukurde)

mercoledì 14 marzo 2012

Vietati i manifesti per il Newroz

La Corte vieta i manifesti e gli striscioni del Newroz

13 marzo 2012
Lo slogan"O libertà o libertà" bandito dal tribunale di Diyarbakir
L'Alta Corte Penale ha vietato gli striscioni e i manifesti che sono stati appesi sui muri delle città in occasione delle celebrazioni del Newroz.
Tale provveimento è stato giustificato dal fatto che lo slogan "An Azadi, an azadi" (O libertà o Libertà), viene adottato dal PKK e dai nuovi movimenti di resistenza.
La Corte ha affermato che il logo con i tre fiammiferi costituirebbe una forma di "propaganda per la diffusione del PKK".

fonte: ANF​​/AMED

venerdì 10 febbraio 2012

Kurdistan censurato

All'opinione pubblica internazionale

Le trasmissioni di ROJ TV, il canale libero del popolo kurdo, sono state interrotte da EUTELSAT dalle ore 24 del 21 gennaio. Questa decisione unilaterale ed oltraggiosa di EUTELSAT è completamente
illegittima e contraria ai diritti universali e in violazione della libertà d'espressione, informazione, media e stampa.  Come noto, il Tribanale della città di Copehagen ha recentemente emesso la sentenza inerente il processo di chiusura di ROJTV respingendo la richiesta. Il Tribunale ha indicato che "non ci sono fondamenti legali per la revoca della licenza del canale e la riduzione degli assets del canale".
Mentre, il Tribunale ha condannato  ROJ TV a pagare una multa pecuniaria sulle basi della violazione della legge anti-terrorismo della Danimarca, decisione fortemente criticata dall'avvocato della difesa, che ha subito presentato ricorso.

Nonostante questa decisione del Tribunale di respingere la richiesta di chiusura e revoca della licenza di ROJ TV, EUTELSAT ha posto fine al contratto stipulato con il canale e smesso di rilanciare il segnale sui suoi satelliti in maniera unilaterale ed illegittima con l'argomentazione "per non incorrere in accuse penali di
favoreggiamento di attività terroristiche".

Condanniamo fortemente la decisione illegittima di EUTELSAT, che consiste in una violazione della libertà di espressione e diritti alla libera trasmissione dei 40 milioni di kurdi e di tutte le minoranze oppresse ed altri gruppi, che vivono in Kurdistan e in Turchia, che da decenni lottano per i propri diritti culturali e politici contro
l'autoritario regime turco e le altre dittature del Medioriente.  Ci è ben chiaro che tale decisione è stata imposta dal Governo turco attraverso le sue azioni di lobbying nei confornti del Governo francese in cambio dell'accettazione della nuova legge francese che considera un crimine negare il genocidio armeno.

Chiamiamo tutti gli amici e l'opinione pubblica democratica a dichiarare la propria solidarietà a ROJ TV e al popolo kurdo contro le spoche politiche di EUTELSAT e del Governo francese in collaborazione con il regime autoritario turco. Dato che la decisione non solo è una grave violazione della libertà di espressione del popolo kurdo, ma anche una grave minaccia nei confornti dei diritti delle minoranze e una criminalizzazione delle lotte per la libertà costituendo un precedente.

Crediamo che le nostre attività di protesta, contro questa sporca violazione delle nostre libertà all'uso dei mezzi di comunicazione e di stampa, attraverso ogni mezzo legittimo, intendono avere successo e fermare questa illegittima decisione.  In allegato trovate anche le dichiarazioni di critica e protesta contro questa decisione rilasciate da "Committee to Protect Journalists" e "Reporters Without Borders".
Per favore inviateil vostro messaggio di protesta ai seguenti contatti

Fax : 00.33.1.53.98.37.00 or 00.33.1.53.98.37.88
Par mail :voconnor@eutelsat.fr  ;fgautier@eutelsat.fr
Courrier : Eutelsat SA, 70 rue BALARD, 75502 Paris CEDEX 15

Distintamente,

KNK Comitato di presidenza
Kurdistan National Congress - KNK
Rue Jean Stas 41, 1060 Brussels
website:www.kongrakurdistan.net
e-mail:kongrakurdistan@gmail.com