mercoledì 30 novembre 2011

"Io condivido la mia casa con la gente di Van"

Nell'ambito della campagna "Io condivido la mia casa con la gente di Van" lanciata dal Comune metropolitano di Diyarbakir, il Sindaco Osman Baydemir ha aperto la sua casa nel quartiere Kayapınar ad una famiglia di 15 persone.
Baydemir e sua moglie Reyhan Yalçındağ hanno visitato la famiglia Kiye questa mattina e hanno fatto colazione insieme. Baydemir ha ascoltato i problemi di ogni membro della famiglia. Dopo la visita alle vittime del terremoto, Baydemir ha dato informazioni su una nuova campagna del Comune che è stata lanciata in collaborazione con i Comuni del distretto con il nome "Condivido il mio pasto con il popolo di Van". L'obiettivo di questa campagna è di aiutare le vittime del terremoto con pacchi viveri. Baydemir ha esteso il suo grazie alle persone di Diyarbakir per la solidarietà dimostrata nell'alleviare le ferite delle vittime del terremoto ed ha invitato tutti i cittadini di Diyarbakir, quelli benestanti in particolare, a condividere il loro pasto con le persone di Van con l'invio di almeno un pacco viveri.
Baydemir ha anche osservato che 209 famiglie sono state accolte a Diyarbakir e ha concluso la sua dichiarazione chiedendo a tutte le persone di agire in solidarietà per alleviare i dolori della gente di Van che sta attraversando un periodo di grande difficoltà.
fonte : ANF / DIYARBAKIR / AMED

domenica 27 novembre 2011

Serata di solidarietà con il popolo kurdo a Parma

Notizie da Van

Ho appena incontrato una compagna del BDP di Wan che mi ha aggiornato sulla situazione post terremoto. 
Vi faccio un riassunto: i pochi prefabbricati arrivati in loco sono stati dirottati esclusivamente verso le famiglie dei poliziotti, membri dell'esercito e sostenitori dell'AKP e lo stesso vale per numerosi container. Molte persone non potendo usufruire delle tende, sono costrette a dormire in capanne costruite con teli di plastica e altri materiali di fortuna. Chi è riuscito a procurarsi una tenda comunque non riesce a proteggere i propri cari dal freddo e sono stati segnalati numerosi casi di bronchite ed altre simili patologie, l'uso di acqua gelida non fa che aggravare questa situazione. La Municipalità di Wan sta assistendo la popolazione giorno e notte ma nonostante i loro sforzi e i camion carichi di generi di prima necessità che continuano ad arrivare dalle citta kurde, gli aiuti e i finanziamenti non bastano a coprire l'esigenze di Wan e dei villaggi colpiti dal sisma. L'economia è in ginocchio poichè numerose fabbriche sono chiuse e lo stesso vale per bazar e negozi. La gente rimasta disoccupata, sta migrando altrove o in alcuni casi vende i propri averi per procurarsi cibo e generi di prima necessità. Pochi giorni fa ho sentito uno dei responsabili delle attività di progettazione del comune di Wan, il quale mi ha comunicato che dovrebbero costituire un squadra focalizzata nei progetti di ricostruzione entro la fine di dicembre e che ci terrà aggiornati sulla situazione.

Ribadisco ancora una volta che nonostante i riflettori si siano spenti ormai da tempo, Wan e provincia permangono in una situazione di estremo bisogno ed è dovere di tutti sostenere la popolazione colpita dal sisma. Tutto ciò si inserisce un contesto estremamente complesso in cui il Governo AKP sta portando avanti un vero e proprio genocidio politico, arrestando avvocati, studenti, membri del BDP, accademici ed attivisti dei diritti umani.

Per offrire immediatamente un aiuto è possibile contribuire con un versamento sul conto corrente bancario intestato all’Associazione EUROPA LEVANTE, che sta organizzando prime forme di sostegno alla popolazione in collaborazione con VAN DER (Associazione per la lotta contro la povertà e per lo sviluppo sostenibile) e con il patrocinio del Comune di Van.
Per il versamento i dati da utilizzare sono i seguenti:
Associazione Europa Levante
Banca Popolare di Sondrio
Codice IBAN: IT13 G056 9603 2000 0000 8838 X21
Codice BIC/SWIFT: POSOIT22

domenica 20 novembre 2011

Il paese dei bimbi volanti

Dal 20 al 30 novembre nell'atrio di Palazzo Tursi in Via Garibaldi a Genova sarà esposta la mostra fotografica "Kurdistan, il paese dei bimbi volanti", organizzata dall'Associazione "Senza paura".


lunedì 14 novembre 2011

Dal nostro inviato a Van

Tre persone sono state prese in custodia dopo il violento attacco della polizia contro le vittime del terremoto. Le persone si erano radunate vicino alle rovine dell'Hotel Bayram per protestare contro il vice primo ministro Besir Atalay dopo il terremoto di ieri a Van. 38 persone sono morte in questa seconda fase del terremoto.

Dopo aver trascorso la notte fuori,
nelle prime ore del mattino le persone si sono radunate di fronte all'Ufficio del Governatore di Van per domandare tende e di fronte al suo diniego ne hanno chiesto le dimissioni. I manifestanti sono stati dispersi con un brutale attacco della polizia e con utilizzo di idranti, mentre il vice primo ministro Besir Atalay stava arrivando sulla scena.

Atalay subito dopo se n'è andato mentre gli scontri sono aumentati e nessuna soluzione è stata offerta. La polizia ha poi attaccato i manifestanti lanciando gas lacrimogeni. Due persone sono rimaste ferite durante gli scontri. La tensione continua nella zona.

L'Hotel Bayram è crollato la scorsa notte, quando un terremoto di magnitudo 5,6 ha colpito la provincia orientale di Van, lasciando 38 morti e oltre 50 feriti. Il crollo di questi edifici ha aperto la strada alle voci di rabbia contro la mancanza di precauzioni che il governo non ha preso a seguito del precedente terremoto  di magnitudo 7,2, che ha colpito la provincia solo poche settimane fa, causando la perdita di almeno 600 vite umane.

La gente vive in tende in questo momento. E' molto freddo e nevica a Van. Ci sono ancora molte persone senza tende e che non possono tornare nelle proprie case, spesso distrutte o rese pericolanti dalle continue scosse di terremoto.  


Un video sul terremoto di Van, uno dei tanti presenti sull'importante canale KurdishAgit.

sabato 12 novembre 2011

Drammatiche notizie da Van

L’ultima recentissima scossa di terremoto ha causato altri 36 morti oltre a dare un’ulteriore colpo ad una popolazione in condizione disperata. Le notizie che giungono da Van e dall’area circostante sono più che drammatiche.  Il primo terremoto di magnitudine 7.2 avrebbe causato 604 morti mentre le successive scosse degli ultimi giorni ne hanno causati altri 36. La situazione è molto più che drammatica. Molti sono i villaggi ancora isolati, e chi è sopravvissuto alle scosse sta patendo freddo e fame!
Molta gente è tuttora senza tende, servono quindi tende e coperte termiche.
A Bostanici la situazione è drammatica, servono urgentemente cibo per i neonati, assorbenti, medicinali per le donne che hanno appena partorito ….   
La provincia di Van è assolutamente in ginocchio, i pochi aiuti sono dirottati verso polizia , militari e sostenitori dell’AKP. 
Gli aiuti internazionali che continuano ad arrivare vengono distribuiti in modo a dir poco discriminatorio, almeno 50 villaggi non sono ancora stati raggiunti da nessun tipo di aiuti.
Sindaci e deputati BDP sono ancora in zona a coordinare gli aiuti. Tonnellate di materiali di aiuto sono state inviati dalle province di Mardin, Siirt, Hakkari, Mus, Kars e dai distretti di Nusaybin, Kurtalan, Çukurca, Yüksekova, Semdinli, Dogubayazit, Diyadin, Patnos e Tatvan.
Una delle cose più assurde e sconvolgenti degli ultimi giorni è che la polizia ha più volte attaccato la gente disperata che protestava  contro la mancanza di aiuti oltre ad essere definita da Erdogan come “provocatori” (ce ne vuole a definire provocatore chi cerca di fare qualcosa per la sopravvivenza della sua famiglia. n.d.r.!!) Un video sulle cariche   dal sito www.ajansamed.com .
Dobbiamo far sì dobbiamo far si che non ci si dimentichi di Van e provincia e insisto sulla provincia perché molto villaggi sono in condizioni di completo isolamento e chi non è morto in seguito alle scosse sta patendo il gelo, senza contare che l'economia in molte di queste aree si basa sulla pastorizia ma se gli anomali non sono protetti l'economia tracolla.

E' sempre importante continuare le donazioni: 
Associazione Europa Levante
Banca Popolare di Sondrio
Codice IBAN: IT13 G056 9603 2000 0000 8838 X21
Codice BIC/SWIFT: POSOIT22

Per quanto riguarda gli arresti  il premier la settimana scorsa  ha detto che nonostante le polemiche contro la detenzione di alcuni accademici, in Turchia non cesseranno le retate nell'ambito del KCK: da mesi è in corso una sorta di “tempesta degli arresti” contro accademici, sostenitori politici ed intellettuali accusati di far parte della Kurdish Communities Union, senza peraltro nessuna prova..
Stiamo parlando di genocidio politico,  non c'è altra definizione oltre ovvio a quello culturale e a quello fisico  vedi l'uso di bombe a frammentazione e di armi chimiche: come documentato da questo articolo in francese su Le Post e sempre in francese su questo news-blog. 
Attorno al villaggio Cevizli sono state analizzate le zone vittime dei bombardamenti, il che ha rivelato l’utilizzo di napalm e altre armi chimiche.
Si richiede che le istituzioni internazionali indaghino sull’utilizzo di armi chimiche!


Mappa della provincia di Van colpita dal terremoto

giovedì 10 novembre 2011

Nuovo terremoto a Van

Dopo lo spaventoso terremoto che ha colpito Van e la zona circostante, ieri un'altra gossa scossa ha colpito la zona creando ulteriori danni e morti. Mentre i mass-media tacciono le uniche informazioni sono sul web, importante il sito  Osservatorio Balcani e Caucaso. Noi stiamo programmando velocemente alcune cene di raccolta fondi.
Per donazioni:
Associazione Europa Levante
Banca Popolare di Sondrio
Codice IBAN: IT13 G056 9603 2000 0000 8838 X21
Codice BIC/SWIFT: POSOIT22

venerdì 28 ottobre 2011

Notizie da Van

Dal nostro inviato a Van:

Sono stato a Van da lunedì (giorno in cui si è verificato il terremoto). Finora sono stato a Erciş e Van. Secondo le fonti ufficiali, con oltre 2.000 edifici distrutti, c’era necessità urgente di alloggi. Il tributo di vite umane era a 461 ma la Mezzaluna Rossa teme che centinaia di persone siano ancora intrappolate sotto le macerie e si teme che siano morte.

Segue un elenco di problemi collegati al terremoto che vorrei condividere con voi:

*Sebbene si sia trattato di un terremoto di magnitudo pari a solo 7.2, il governo turco ha rifiutato gli aiuti esteri. Tuttavia il governo turco ha deciso di accettare gli aiuti internazionali 3 giorni dopo il terremoto. La domanda principale che ci si pone è perché il governo turco abbia inizialmente rifiutato gli aiuti internazionali

* Commenti sprezzanti da parte di diversi ospiti della TV turca in relazione alle vittime curde del terremoto che domenica scorsa ha colpito l’est della Turchia hanno alimentato le tensioni etniche e politiche. “Prima lanciano sassi contro [la polizia] e uccidono [i soldati] sulle montagne, ma quando poi sono nei guai invocano l’esercito e la polizia perché li aiutino", commenta Muge Anli, presentatrice di ATV, canale privato turco, durante delle trasmissioni in diretta nel corso di questa settimana, commento che è stato postato su internet da diversi gruppi. Le sue affermazioni si riferivano a scontri tra i ribelli e le forze di sicurezza nell’Anatolia orientale a prevalenza curda e che si sono verificati prima del terremoto di domenica. "è ora che venga stabilito un certo equilibrio qui; la gente dovrebbe imparare a stare al proprio posto”, ha aggiunto. I Curdi sono veramente preoccupati in quanto le notizie foriere di razzismo e discriminazione li turbano e li deludono. Vi sono tuttora diversi gruppi su facebook, twitter e altri social network che esaltano il terremoto di Van e sperano che ve ne siano altri a Diyarbakir, Sirnak e Hakkari. Quei gruppi razzisti hanno affermato che “l’ira di Dio si è riversata su Van, Dio fa quello che il governo turco non potrebbe fare a Van”.

*I problemi di distribuzione ostacolano gli aiuti a Van. Man mano che i pacchetti con gli aiuti vengono riversati nella zona terremotata vi sono lamentele circa la mancanza di organizzazione nella distribuzione degli aiuti stessi. Alcuni terremotati affermano di non aver ricevuto tende nemmeno a tre giorni di distanza dal terremoto. Il governatore di Van non intende collaborare con il sindaco della città. Il Primo ministro Erdoğan si è recato a Van il giorno in cui si è verificato il terremoto ma non ha incontrato il sindaco della città in quanto, come la maggior parte di voi sa, il sindaco di Van appartiene al partito pro-curdo B.D.P. (Peace and Democracy Party), e quindi la gente ritiene che il governo dell’AKP strumentalizzi politicamente il cordoglio. Un ulteriore problema è rappresentato dalla confisca da parte del governatore di Van. Tutte le amministrazioni locali guidate dal B.D.P hanno fornito camion pieni di materiale che la polizia e il governatore della città hanno sequestrato in quanto quest’ultimo, che è nominato dal governo centrale intende screditare il BDP. Di conseguenza le persone che vogliono fornire il proprio aiuto alle vittime attraverso l’amministrazione comunale non riescono a inviare gli aiuti.

Sono stato in diverse zone di Van in cui la maggioranza della popolazione ha votato BDP alle ultime elezioni e lamentavano il fatto che non avevano ricevuto alcun aiuto dal governatore e che solo l’amministrazione comunale li aiuta per ottenere delle tende, alimenti, ecc. Queste persone ritengono che l’AKP li stia punendo.

Ho parlato con un amico che lavora presso il comune di Van e accettano donazioni in denaro. Mi chiedo quindi se potete organizzare delle azioni nel vostro Paese per raccogliere un po’ di fondi per i bambini di Van. Nel caso vogliate contattarli per avere informazioni aggiornate sul terremoto posso inviarvi i recapiti di amici coinvolti in questo progetto e idea.

dal nostro inviato ad Ankara:

Europa Levante ha lanciato una campagna di raccolta fondi, il ricavato verrà inviato all'associazione Van-derc che sta coordinando gli aiuti nelle zone colpite dal sisma. Anche il comune e l'associazione Sarmasic hanno aperto dei c/c per assistere i terremotati.
La situazione a Van è serissima, il Governo dirotta gli aiuti e molti villaggi non sono stati raggiunti dalle squadre di soccorso. Lo Stato non comunica con il Comune e il numero delle tende inviate è insufficente. La gente sta iniziando ad ammalarsi per il freddo e la scarsità d'acqua potabile...... 
Servono tende riscaldate e prefabbricati...ovviamente anche coperte, vestiti invernali, materiale medico, acqua, filtri per potabilizzare l'acqua, cibi in scatola, generatori ecc

lunedì 24 ottobre 2011

Appello urgente per la città di Van

La città di Van ed i suoi dintorni, nella regione curda della Turchia, sono stati colpiti domenica da un terremoto devastante che ha causato centinaia di morti e di dispersi, migliaia di feriti, distruzioni di interi quartieri e villaggi e di beni di grande valore storico ed archeologico (Van era l’antica capitale del regno degli Urartu nell’11 secolo a. C.).
Le condizioni della popolazione, che vivono in un’area estremamente povera, sono disperate. C’è bisogno di interventi urgenti per sostenere i soccorsi e assistere gli abitanti; occorre attivare forme di solidarietà e di cooperazione per aiutare la città e la regione in questa drammatica emergenza. Moltissime sono le richieste di aiuto che ci arrivano dalla popolazione e dalle associazioni della società civile della città.

Per offrire immediatamente un aiuto è possibile contribuire con un versamento sul conto corrente bancario intestato all’Associazione EUROPA LEVANTE, che sta organizzando prime forme di sostegno alla popolazione in collaborazione con VAN DER ( Associazione per la lotta contro la povertà e per lo sviluppo sostenibile) e con il patrocinio del Comune di Van.

Per il versamento i dati da utilizzare sono i seguenti:

Associazione Europa Levante
Banca Popolare di Sondrio
Codice IBAN: IT13 G056 9603 2000 0000 8838 X21
Codice BIC/SWIFT: POSOIT22

lunedì 22 agosto 2011

Raid aerei contro la popolazione kurda

Comunicato Stampa di UIKI Onlus:
Raid aerei Turchi contro la popolazione kurda: Rischio di guerra civile in Turchia

Sin dal 16 luglio scorso l’Iran ha intensificato in modo significativo le operazioni militari nel Kurdistan del Sud. Il 17 agosto l'aviazione turca ha cominciato una serie di pesanti bombardamenti nell’area sopracitata, in territorio iracheno, ufficialmente diretti contro alcune basi delle forze di difesa del popolo (HPG), i combattenti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) ma che hanno gravemente colpito obiettivi civili. Gli aerei sono partiti da Diyarbakır e da Batman, dirigendosi verso Metina, Zap, Sideka, Gare, Haftanin, Xakurke Xinere, Kandil. I caccia hanno bombardato 500 obiettivi tra cui pozzi d’acqua, ponti, campi e numerose vie di comunicazione, provocando  l’evacuazione di almeno 124 villaggi e mettendo in ginocchio la popolazione inerme.

Domenica 21 agosto, a seguito dei raid aerei sono stati uccisi 7 civili a Kortek (Kandil)  3 guerriglieri nella regione di  Behdinan. Le vittime civili sono padre, madre e i loro 5 figli tra cui un bambino di 6 mesi e sono state colpite mentre cercavano di mettersi in salvo, fuggendo a bordo della loro automobile.

Queste imponenti operazioni militari su vasta scala sono frutto di una strategia Turco-Iraniana che ha come chiaro obiettivo l’eliminazione della popolazione kurda che risiede nelle aree attaccate. Ricordiamo inoltre, che la Turchia ha intensificato gli arresti che mirano a colpire politici e attivisti kurdi. In questo scenario, si teme che la Stato turco non esiti a usare anche le armi chimiche, questa tragica ipotesi è resa ancor più reale  dal fatto che l’attuale Capo di Stato Maggiore Turco Necdet Ozel nel 1999 ha diretto numerose operazioni militari tra cui quella nei pressi di Ballıkaya, dove furono uccisi tramite l’uso di armi chimiche, 20 guerriglieri del Pkk. In tale occasione la Turchia ha violato la Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche (CWC).

Il Governo Federale Kurdo ha duramente condannato le operazioni militari turche e ha fatto recentemente appello alla Nazioni Uniti perché adotti le misure necessarie per porre termine a tali crimini. In migliaia nei giorni scorsi sono scesi per le strade della capitale kurda per protestare contro i continui bombardamenti delle regioni di confine da parte dell’Iran e della Turchia, gli organizzatori delle manifestazioni hanno dichiarato che le proteste continueranno fino a che dureranno gli attacchi.

Stanchi di questa logica di guerra, che sta minando l'esistenza del popolo kurdo, chiediamo alla comunità internazionale, alla Comunità Europea e al Parlamento Italiano di adottare misure contro le operazioni militari transfrontaliere  per mano dell’esercito turco, che  costituiscono chiaramente una violazione del diritto internazionale e dei trattati che la Turchia ha firmato. Chiediamo inoltre una soluzione pacifica della questione curda.

Ci scusiamo per la crudezza delle immagini contenute nei link sottostanti

venerdì 19 agosto 2011

Appello per la fine dei bombardamenti

Comunicato Stampa di Uiki Onlus:
PER LA FINE DEI BOMBARDAMENTI TURCHI NEL KURDISTAN DEL SUD! PER UNA SOLUZIONE PACIFICA DELLA QUESTIONE KURDA!

Il 17 agosto l'aviazione turca ha cominciato una serie di pesanti bombardamenti nel Kurdistan del Sud, in territorio iracheno, ufficialmente diretti contro alcune basi delle forze di difesa del popolo (HPG), i combattenti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), ma che hanno colpito anche obiettivi civili. Gli aerei sono partiti da Diyarbakır e da Batman, dirigendosi verso Metina, Zap, Sideka, Gare, Haftanin, Xakurke Xinere. Non si registrano vittime finora ma persone del posto hanno detto che alcuni abitanti del villaggio Zergele di Kandil sono stati feriti, mentre il centro giovanile di Kandil è stato colpito. I raid giungono in seguito ad una esplosione della mattina ad Hakkari che ha provocato la morte di 11 soldati e un guardiano di villaggio.

Gli attacchi giungono in una fase delicata per la questione kurda in Turchia, dopo le elezioni dello scorso 22 giugno che hanno visto la buona affermazione del blocco curdo del partito BDP, vittoria a cui si è risposto con la repressione e con il rifiuto di riconoscere il mandato parlamentare ad Hatip Dicle e altri deputati accusati di propaganda per il PKK. Alle legittime richieste di autonomia e di una soluzione pacifica alla questione kurda, la Turchia ha risposto con la chiusura e ora di nuovo con l'opzione militare, negando che esista una questione kurda come affermato più volte dal primo ministro Erdogan.

Dopo gli attacchi dell'esercito iraniano nel Kurdistan iracheno dello scorso luglio, che come quelli odierni della Turchia nascondono l'intenzione di ridimensionare il governo federale kurdo dell'Iraq, dopo l'interruzione dei colloqui con il leader kurdo Ocalan che dovevano portare ad una road map per la pace, dopo la manifestazione dell'intenzione di porre in arresto altre migliaia di attivisti e rappresentanti della società civile kurda fra cui alcuni deputati eletti, che andrebbero ad aggiungersi ai 4000 già incarcerati, il governo turco sceglie di nuovo la strada dell'annientamento di un intero popolo, come contro i tamil nello Sri Lanka, scegliendo la guerra invece della pace.

Stanchi di questa logica di guerra, desiderosi solo di vedere rispettati i diritti all'autonomia e all'esistenza del popolo kurdo, chiediamo alla comunità internazionale, in primo luogo l'Unione europea, di adottare misure contro le operazioni militari transfrontaliere in Turchia, che  costituiscono chiaramente una violazione del diritto internazionale. Chiediamo inoltre una soluzione pacifica della questione curda, una nuova costituzione per lo stato turco che garantisca i diritti delle minoranze, il rispetto della democrazia.

giovedì 28 luglio 2011

Turchia: fosse comuni nella regione kurda

Newala Kasaba, due parole che il popolo kurdo ha in testa come se fossero state scolpite nella loro mente. E in effetti è così. Newala Kasaba concentra in sé la maggior parte di ciò che è stata la guerra sporca contro il popolo kurdo. Newala Kasaba è un ampio campo collinare, alla periferia immediata di Siirt. Potrebbe essere una discarica. E infatti si possono trovare immondizie. Ma basta camminare a piedi per pochi metri per capire che questa terra nasconde qualcosa di più raccapricciante e orribile. Come sacchi della spazzatura, stanno venendo a galla, però non contengono spazzatura. Pezzi di vestiti rivelano ciò che è veramente nascosto sotto questi campi. La gente di Siirt conosce da molto tempo quale verità è stata sepolta qui per essere occultata ancora una volta, nelle intenzioni di coloro che commisero l'orrendo crimine di rapire gente, torturarla, ucciderla e infine scaricare e seppellire i loro corpi come fossero spazzatura. Newala Kasaba è un enorme cimitero, un cimitero dove sono stati sepolti gli orrori della guerra dello Stato turco contro i kurdi. Ma la verità non può essere sepolta per sempre. E infatti coloro che sono stati sepolti stanno lottando per uscire, per ricordare a tutti gli orribili, crudeli crimini commessi dallo stato turco.
Si dice che più di 100 corpi sono sepolti a Newala Kasaba. Alcuni dicono che potrebbero essere anche 200. Tra questi si dice sia qui anche uno dei fondatori del PKK (Kurdistan Workers Party), Mahsun Korkmaz.

La realtà di Newala Kasaba finalmente è venuta alla luce e all'inizio degli anni '90 i parenti delle persone scomparse hanno cominciato a reclamare il diritto a trovare i corpi dei loro cari. Ma i magistrati non danno il permesso di scavare il sito. E così quelli che sono stati sepolti lì hanno cominciato a venire alla superficie. E' emotivamente molto difficile camminare lungo Newala Kasaba sapendo che sotto così tante persone sono state sepolte in fretta e senza rispetto. Ed è proprio questo che colpisce: lo Stato turco ha commesso crimini orribili sapendo di godere della più totale impunità. Hanno assassinato persone sapendo che non sarebbero mai stati chiamati a rispondere per questo. Ma i tempi stanno lentamente cambiando. Le associazioni della società civile, con l'aiuto del BDP (Partito per la Pace e la Democrazia) hanno lanciato una forte iniziativa chiedendo al governo di aprire le fosse comuni (che si dice che in Turchia sono oltre 200 per più di 3000 persone).

In Newala Kasaba le due organizzazioni turche dei parenti delle persone scomparse (YAKAY-DER, associazione delle famiglie delle vittime di sparizioni forzate e Meya-DER, associazione mesopotamica delle famiglie delle vittime di sparizioni forzate) hanno lanciato la loro proposta. Oltre a chiedere al governo di scusarsi per le sparizioni e le uccisioni, le associazioni hanno chiesto l'istituzione di una Commissione della Verità. Infatti hanno già iniziato a lavorare in questa direzione. Ed è incredibile il loro lavoro e gli sforzi in questi anni che oggi ha permesso di parlare e persino andare in posti come Newala Kasaba. Il prezzo pagato e ancora molto alto, ma il popolo di Newala Kasaba e le fosse comuni in Turchia chiedono giustizia.

mercoledì 27 luglio 2011

Attacchi Iraniani nei territori Kurdi

Il 17 luglio l’Iran tramite l' Iranian Revolutionary Guards Corps (IRGC) ha varcato i confini nell' Kurdistan iracheno bombardando i villaggi kurdi, causando centinaia di sfollati e molti feriti, inclusi donne e bambini. Tali azioni militari hanno danneggiato irrimediabilmente anche molti terreni adibiti ad allevamento e numerose coltivazioni, compromettendo così l’economia del luogo e la sopravvivenza dei suoi abitanti. E’ fatto noto che il regime iraniano da anni attacca i territori kurdi e come riportato da Cabar Yawer portavoce del ministro dei Perchmergher, dal 2007 ad oggi si sono registrati più di 400 villaggi evacuati a seguito del bombardamenti eseguiti per mano Iraniana e Turca. La situazione si sta aggravando e la popolazione kurda ne sta pagando le conseguenze, i bombardamenti da parte delle forze armate Iraniane hanno provocato 3 morti tra i civili a Qalashin, 3 a Merga Mira e a Zele una donna versa in condizioni disperate a causa delle ferite subite. La Croce Rossa ha fatto inoltre sapere che ad ora il numero degli sfollati è salito a 800.

Sin dalla sua fondazione il regime Islamico Iraniano ha violato gli obblighi nazionali ed internazionali. Nonostante abbia aderito a delle convenzioni internazionali chiave nell’ambito dei diritti umani, l' ideologia del regime commette continue infrazioni senza essere ripreso dalla comunità e dalle istituzioni internazionali. E’ cosa nota alle Nazioni Unite, Europa, Amnesty International e Human Rights Watch, che i kurdi sono vittime di costanti violazioni dei diritti umani.

I kurdi in Iran sono circa 10-12 milioni, sono concentrati principalmente nella parte nord ovest nelle province di Ilam, Kermanshah, Kurdistan, Lorestan e nell ovest dell' Azarbayjan. La loro identità viene continuamente negata e vengono privati del riconoscimento dei loro diritti sia all’interno del paese, sia a livello internazionale. In primo luogo viene negato loro di studiare nella lingua madre, praticare le proprie religioni e culture liberamente, il diritto alla libertà di aggregazione e di espressione. L’uso della tortura e della pena morte sono all’ordine del giorno e sono perpetrati ai danni dei kurdi al fine di annichilire gli individui e mantenere la popolazione in un clima di terrore.

L’ Iran è uno dei paesi in cui la pena di morte è maggiormente praticata. Secondo i dati raccolti dall’HRW (Human Right Watch), nel 2010 sono state impiccate 388 persone ma i dati ufficiali si discostano di molto dalla realtà e si teme che il numero delle persone condotte alla forca sia di gran lunga superiore.

Il regime islamico sta affermando che le sue offensive militari hanno come obbiettivo le basi controllate dal Free Life Party of Kurdistan (PJAK) nel Kurdistan iracheno. Comunque sia, è chiaro che ci siano forti motivazioni politiche dietro a questi recenti attacchi illegali e bombardamenti nei territori del Kurdistan da parte dell' IRGC.

Il regime islamico cerca di destabilizzare il Governo Regionale Kurdo, mirando alle basi del PJAK e le altre zone situate lungo i confini. Dopo la caduta di Saddam il regime iraniano si è dimostrato contrario all’autonomia raggiunta dai kurdi in Iraq e preme per un ritorno al passato, attraverso operazioni militari strategicamente mirate. Con le ultime azioni l’Iran vuole prendere il controllo delle zone controllate dai kurdi e cerca di inserirvi i gruppi fondamentalisti radicali islamici per destabilizzare ulteriormente l’area per poter aumentare il proprio potere nei territori Iracheni.

Noi, facciamo appello alla Istituzioni Internazionali, EU, UN, Organizzazioni internazionali per il diritti umani e ONG di prendere misure adeguate e necessarie per condannare tali brutalità. Chiediamo pertanto, che vengano immediatamente arrestate le operazioni militari illegali contro il popolo kurdo.

fonte: Uiki ONLUS